Antispecismo for Dummies

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L’antispecismo è il movimento filosofico, politico e culturale che si oppone allo specismo.

L’antispecismo respinge ogni discriminazione basata sulla specie, sostenendo che la sola appartenenza a una diversa specie non giustifica eticamente il diritto di disporre della vita, della libertà e del lavoro di un essere senziente.

L’antispecismo, inoltre, rifiuta il militarismo e ogni genere di discriminazione, tra cui razzismo, sessismo, omofobia, xenofobia e si concentra sia sulla liberazione animale che su quella umana, intendendo quella fisica e quella psicologica.

L’antispecismo ritiene infatti che per effettuare un concreto cambiamento nella società, oltre all’azione diretta per la salvaguardia di animali ed esseri umani, si debba creare una concezione umana volta all’etica e alla nonviolenza.

Citazioni Veg: lei, la conduttrice televisiva

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Change the world three times a day. Possiamo cambiare il mondo tre volte al giorno. L’opportunità di credere in un mondo migliore attraverso il cibo si palesava davanti ai miei occhi, il modo nel quale mangiamo può avere l’effetto più benefico e immediato sull’ambiente. Per la comprensione profonda di quella frase guida, mi è stata necessaria prima una rivoluzione nella mia vita e poi un cambiamento del mio cuore. Le tre volte al giorno sono le volte in cui mangiamo e il mondo cambia se cambiamo noi, c’è poco da fare.”

Paola Maugeri, ‘La mia vita a impatto zero‘.

Citazioni Veg: lui, il filosofo

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PLUTARCO: ETICA ANIMALISTA intorno al 60 d.C.

Le parole che Plutarco scrisse a favore degli animali inchiodano letteralmente il lettore alla sedia. Nessuno che legga col cuore e mente aperti rimane indifferente.

Plutarco, nacque in Grecia intorno al 46 d.C., quando non esistevano i termini animalismo, veganismo o vegetarismo ma amava la vita e scriveva:

“Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e corrotti, diede altresì il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano.
Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscì l’olfatto a sopportarne il fetore?
Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite mortali? Si muovevano le pelli, le carni muggivano sugli spiedi cotte e crude, e come di vacche si udiva una voce. Questo è invenzione e leggenda; nondimeno, è veramente mostruoso che un individuo abbia fame di esseri che ancora muggiscono, insegnando di quali animali ci si debba nutrire, mentre questi sono ancora in vita ed emettono la propria voce, e stabilendo determinati modi di condire, cuocere e imbandire le loro carni. […] Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o a una scure. Fa’ come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quando mangiano…”

– Plutarco, Del mangiar carne, trattati sugli animali – Ed. Adelphi
A quest’opera è ispirata la canzone Sarcofagia del cantante vegetariano Franco Battiato, contenuta nell’album Ferro Battuto.

Buona lettura e buon ascolto.

Storia: Origine del Veganismo

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La parola ”vegan”, che ha assunto anche il significato di vegetariani radicali, fu coniata da Donald Watson (morto il 16 novembre 2005, a 95 anni) e da Elsie Shrigley nel novembre 1944, quando a Londra fondarono l’associazione Vegan Society.

Il veganismo fu presentato da Watson come uno stile di vita non violento, che elimina lo sfruttamento, la sofferenza e l’uccisione degli animali. I vegan mangiano infatti vegetali e non carne, uova o latte; indossano indumenti di cotone e sintetici e non pelle, seta, lana o pellicce; usano prodotti vegetali e sintetici ma non di origine animale ne’ testati su di loro.

Spettò proprio a Donald Watson scrivere a macchina il programma della nascente associazione in quel novembre del 1944, in una piccola stanza di Evesham Road. Quel programma venne poi stampato e diffuso come il primo numero di ”Vegan News”

Nei suoi scritti teorici, Donald Watson spiegava che si diventa vegan:
– per risparmiare la vita agli animali ed eliminare la loro sofferenza;
– per proteggere e conservare l’ambiente;
– per nutrire un numero molto maggiore di persone in tutto il mondo;
– per migliorare la propria salute.

La Vegan Society – che ha affiliazioni in numerose nazioni – sostiene la scelta di migliaia di vegan in tutto il mondo con libri, giornali (il trimestrale ”The Vegan”), video ed organizzando un ricco sito web; promuove inoltre un marchio commerciale, utile ad identificare i prodotti coerenti con la scelta vegana ed una rete di associazioni locali e punti di contatto in vari paesi.

Se vi interessa approfondire, leggete il primo numero di Vegan news!